Domanda legittima !
Specie al giorno d’oggi dove le risposte non sono sempre poi così chiare e sicure. Vedere degli uomini che vestono un sacco e sono cinti da una corda al cui fianco pende una specie di pallottoliere, specie nel mondo della globalizzazione,potrebbe far nascere diversi interrogativi.
Noi ci chiamiamo frati, parola che concretizza sostanzialmente l’idea di vivere assieme in uno stile fraterno e gioioso.
Questa idea nasce dall’ispirazione di un giovane, Francesco d’Assisi, che nella sua vita ha compreso una cosa molto grande pur nella sua semplicità e immediatezza. Francesco ha capito come la vita è dono che non può essere sprecato, ma vissuto dentro la prospettiva di grandi ideali che toccano la vita quotidiana che ciascuno di noi vive giorno dopo giorno.
Una curiosità: per via del cappuccio che portiamo nel nostro abito, la gente affettuosamente ci chiama i Cappuccini.
Il suo ideale ?
Semplice, quello che viene dal messaggio del Vangelo e che vede in Gesù l’inizio di tutto.
Francesco ha capito, amato e attualizzato il messaggio evangelico, vivendolo nella sua vita quotidiana nella cittadina medioevale di Assisi, coinvolgendo in questa idea altri giovani che “pazzi” come lui avevano in cuore il desiderio di fare della propria vita un qualche cosa di grande e meraviglioso.
Da questa ispirazione di un cuore che ama, nasce l’ordine dei frati minori che vive il suo stile di vita nell’esempio di S. Francesco che riassume tutto il suo progetto di vita in queste parole:« La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità.»
Questo dunque è quello che è un frate, è quello che viviamo, è quello che giorno per giorno vogliamo diventare sempre più: uomini felici, realizzati, con un cuore in cielo ma i piedi ben piantati sulla terra per seguire Gesù Cristo nell’esempio di San Francesco.
Tante cose, per la verità ! sarebbe molto più semplice vederlo con i proprio occhi visitando i luoghi dove abitiamo che noi chiamiamo conventi.
La vita in convento inizia la mattina con la preghiera celebrata in comune.
Tutti i frati hanno un compito in convento e un’attivita’ fuori tra la gente. Ognuno di noi mettendo a disposizione il proprio talento permette alla vita comune di funzionare. Dal più piccolo al più grande.
C’è chi suona, chi cura la liturgia, chi accoglie le persone che bussano al convento, chi cucina, chi usa il computer, chi cura la manutenzione, chi gira per la Sardegna a chiedere la questua. Un compito questo che ha permesso a due nostri confratelli di raggiungere – oggi si direbbe il top della vita cristiana – la santità. Uno si chiamava fra Ignazio da Laconi, l’altro fra Nicola da Gesturi. Ovviamente santi !
Tutti, ma proprio tutti ascoltano la gente e insieme condividono con loro le gioie e le fatiche del vivere. Anche qui un nostro confratello ha svolto con passione questo incarico tanto che per molta gente è già considerato santo. Si chiamava fra Nazzareno da Pula.
Ci sono poi alcuni frati che studiano nelle facoltà di teologia per formarsi alla vita di apostolato come sacerdoti del domani.
Altri sono incaricati di compiti particolari, il parroco di una parrocchia, il responsabile di gruppi giovanili, l’infermiere, il cappellano delle carceri, o degli ospedali.
A metà del giorno ci ritroviamo tutti insieme per condividere il pranzo. Successivamente nel pomeriggio e nella sera si proseguono grossomodo le attività del mattino fino all’ora in cui ci ritroviamo per la preghiera.
Alla sera, andiamo a cena e dopo si condivide la giornata trascorsa tra di noi.
Come vedi i nostri lavori sono proprio tanti e vari. In tutti questi modi di vivere però, ci piace testimoniare e dire un’unica grande cosa: essere uomini e cristiani è possibile e rende felici. Vivere tutto quello che facciamo significa in fondo credere che la vita vissuta nello stile di Francesco d’Assisi ancora oggi nel 2009 ha un significato per i giovani, perché in loro si cela la stessa voglia di fraternità e di stare insieme che conquistò S. Francesco. Voglia di stare assieme che rimanda a una persona, Gesù Cristo il Figlio di Dio che nella sua vita ha dimostrato come Dio non si allontana dagli uomini ma è presente nella loro vita e continuamente li cerca.
So che non sono io la verità
anche se a volte vorrei che fosse cosi.
Io voglio la verità.
Se vuoi…
A volte ci attacchiamo a cosa che non durano…
Ci appoggiamo a monti che crollano, a rocce friabili.
È difficile capire dove possiamo piantare il picchetto per la scalata.
Se vuoi…
Ho bisogno di essere importante,
ma quando mi trovo da solo con me stesso
so di essere piccola cosa
da solo non mi basto,
sono aperto a Te, da Te attratto misteriosamente.
Dio, dove Sei nella mia vita?
Io, voglio vivere.
Se vuoi…
Se vuoi, puoi cercare.
Se vuoi, puoi trovare.
Se vuoi…
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